TERAPIE

Altea, ambulatorio medico specialistico di Terapia antalgica o del dolore, nasce dalla esigenza di convogliare cure e attenzioni al fine di alleviare e curare il dolore in ogni sua forma.
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AGOPUNTURA

CHE COS’È L’ AGOPUNTURA?

L’Agopuntura è una tecnica di stimolazione fisica che prevede l’impiego dell’ago, normalmente uno spillo, prodotto per questo impiego, di spessore variabile da 0.15 a 0.40 mm e di lunghezza variabile. Gli aghi non vengono infissi casualmente, ma in precisi punti detti “punti di agopuntura”.

COME AGISCE?

L’Agopuntura agisce mediante la stimolazione puntoria dell’ago che scatena un’ insieme di reazioni molto complesse: locale, segmentaria a distanza ed extrasegmentaria su tutto l’organismo.

La reazione segmentaria e’ un riflesso semplice che agisce solamente al livello anatomico in cui è portato lo stimolo. Questo viene considerato un circuito breve. Se ad esempio ho un muscolo contratto, infiggendo un ago in un determinato punto del muscolo questo di rilassa.

Poi vi sono riflessi più complessi che agiscono extrametamericamente, ovvero a più livelli, e che determinano cambiamenti nella fisiologia di tutto l’organismo.

Nel caso dell’emicrania vengono trattati tutti i punti vicini ed a distanza che determinano un diverso funzionamento del sistema nervoso autonomo, del sistema neuroendocrino e dei neurotrasmettitori centrali (circuito lungo).

QUANTO DURA UNA SEDUTA DI AGOPUNTURA?

Generalmente la durata di una singola seduta agopunturale varia dai 20 minuti alla mezz’ora. Diversi studi scientifici hanno chiarito che questo è il tempo necessario per raggiungere il massimo beneficio. Durante la seduta gli aghi vanno stimolati manualmente ad intervalli regolari oppure connessi ad un elettrostimolatore e stimolati per l’intera seduta.

La frequenza delle sedute varia a seconda della patologia trattata, della sensibilità individuale del paziente, dello scopo che si vuole ottenere (trattamento, profilassi..).

La scelta della frequenza, della durata della seduta e del numero di aghi, nonché del diametro degli aghi utilizzati è a discrezione del Medico, poiché si tratta in tutto e per tutto di un “dosaggio” come per un qualunque farmaco. Tanto è importante dare una stimolazione adeguata quanto non eccedere nella stimolazione stessa.

QUANTE SEDUTE SONO NECESSARIE PER OTTENERE BENEFICIO?

Il numero di sedute varia a seconda della patologia da trattare e della risposta individuale del Paziente.

La prima differenza è nella cura delle patologie acute o croniche. Quelle acute hanno bisogno di poche sedute ravvicinate e con stimolazione leggera, mentre le patologie croniche necessitano di un maggior numero di sedute distanziate nel tempo e con stimolazione più forte.

Mediamente sono necessarie circa 8-10 sedute, che compongono un ciclo terapeutico.

Il beneficio ottenuto da trattamento agopunturale può variare dalla completa e permanente risoluzione del problema, ad un sollievo di breve durata che necessita di ripetere il trattamento anche dopo poche settimane.

Dopo che un ciclo di terapie si è concluso con il beneficio atteso sia dal Medico che dal Paziente, è importante programmare delle visite di controllo con frequenza variabile, prima trimestrale e poi anche annuale, allo scopo di monitorare lo stato di benessere ottenuto ed  eventualmente intervenire prontamente se dovesse ripresentarsi il problema.

QUALI SONO LE INDICAZIONI?

Già nel 1996 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva redatto le indicazioni dell’Agopuntura in base a trial clinici controllati (Acupuncture: review and analysis of reports on controlled clinical trials). Di seguito vengono riportate le indicazioni divise per patologie.

– Patologie osteo-articolari e reumatologiche:

Artrosi della colonna vertebrale, discopatie ed ernie discali cervicali e lombari (escluse quelle “paralizzanti”, o con seri danni della radice motoria), cervico-brachialgie, lombalgie, lombosciatalgia, lombocruralgia, spondilolistesi, crolli dei corpi vertebrali da osteoporosi (trattamento del dolore), artrosi dell’articolazione temporo-mandibolare, periartite scapolo-omerale, epicondilite, rizartrosi del pollice, artralgie della mano, sindrome del tunnel carpale (fase iniziale), algie dell’art. sacro-iliaca, periartrite dell’anca, coxartrosi, gonartrosi, talalgia plantare, metatarsalgie, contratture muscolari distrettuali, tendiniti, sindrome fibromialgica, distorsioni articolari.

– Patologie neurologiche:

Cefalea vascolare (emicrania), cefalea tensiva, cefalea “a grappolo” (di Horton), nevralgia essenziale del trigemino, nevralgia di Arnold, paralisi del n. facciale “a frigore”, blefarospasmo, paresi e paralisi degli arti (esiti di ictus o post-traumatici), polinevriti, nella riabilitazione neurologica post-ictus, Herpes Zoster.

– Patologie ostetrico-ginecologiche:

Irregolarità del ciclo e del flusso mestruale, amenorrea, dismenorrea, sindrome premestruale, sindrome climaterica, infertilità, supporto alla procreazione medicalmente assistita (FIVET), leucorrea ed infezioni genito-urinarie recidivanti; nausea e vomito in gravidanza, presentazione podalica del feto (tra la 32a e la 34a settimana), induzione del parto nella gravidanza oltre il termine, analgesia e potenziamento della dinamica uterina nel corso del parto, ipogalattia (scarsa quantità di latte durante l’allattamento).

– Patologie andrologiche:

Impotenza, eiaculazione precoce, astenospermia e oligospermia (alterazioni del liquido seminale dell’uomo).

– Patologie dermatologiche:

Acne, dermatiti.

– Patologie urologiche:

Vescica instabile, cistiti recidivanti, disuria, enuresi notturna, incontinenza urinaria.

– Patologie cardiocircolatorie:

Nevrosi cardiaca, palpitazioni, aritmia, ipertensione.

– Patologie gastroenterologiche:

Gastrite, spasmo esofageo, ernia jatale, nausea e vomito mattutini, epigastralgie funzionali, dispepsia, stipsi, alvo alternante, colon irritabile, tenesmo, crisi emorroidarie.

– Patologie pneumologiche:

Asma, tosse.

– Patologie otorinolaringoiatriche:

Sinusite, rinite vasomotoria, faringite cronica, disfonia, vertigini, anosmia.

– Manifestazioni allergiche:

Oculorinite ed asma allergiche, orticaria, dermatite allergica, rash cutanei.

– Patologie psichiatriche:

Stati d’ansia, forme depressive minori, attacchi di panico, insonnia.

– Patologie odontoiatriche:

Odontalgia, analgesia per estrazione dentale.

– Tabagismo:

Riduce la sindrome da astinenza dalla nicotina.

QUALI SONO I VANTAGGI DI UN TRATTAMENTO AGOPUNTURALE?

I vantaggi dell’Agopuntura sono:

  • non si prendono farmaci
  • l’Agopuntura stimola una risposta endogena, basata su nostro sistema nervoso
  • l’effetto si mantiene per lungo tempo dopo la fine delle sedute

Il risultato e la sua durata dipendono da molti fattori diversi: l’età del paziente, la natura e la gravità del suo problema, le aspettative del paziente e, soprattutto, il suo stile di vita.

QUALI SONO I LIMITI DELL’AGOPUNTURA?

L’Agopuntura si ferma davanti ad una malattia organica. Quando un processo patologico sfugge al controllo del sistema nervoso non è più condizionabile dall’Agopuntura. Allora l’Agopuntura diventa una cura palliativa, che basa la sua utilità non tanto nel condizionare la progressione e l’esito della malattia, quanto nel migliorare il più possibile la qualità della vita. L’esempio è la cura del dolore nell’artrosi: questa malattia è legata sia a problemi posturali sia all’invecchiamento. Il dolore provoca oltre alla sofferenza dell’individuo anche un autoconfinamento, un abbassamento del tono dell’umore ed un peggioramento complessivo della qualità di vita.

Curare il dolore significa:

1) diminuire la sofferenza

2) ridare indipendenza e autosufficienza

3) aumentare qualità e, quindi, la durata della vita

QUALI SONO GLI EFFETTI COLLATERALI?

In genere sono di lieve entità e senza conseguenze, ma qualora l’Agopuntura venga condotta da “non medici” o “medici non esperti” nella pratica agopunturale possono verificarsi evenienze più gravi.

All’infissione dell’ago:

Dolore dell’infissione dell’ago: solitamente lieve, perfettamente sopportabile e di brevissima durata.

Reazioni vegetative (pallore, svenimento, lipotimie, sudorazione, vertigini, nausea): in persone particolarmente sensibili agli aghi, alle prime sedute

Peggioramento-aggravamento dei sintomi:

Dopo la prima seduta è possibile avvertire un aggravarsi del sintomo dolore che è spesso indice di efficacia del trattamento, presto questa condizione si risolverà lasciando il posto al beneficio atteso dalla cura.

In altri casi in cui la stimolazione sia stata eccessiva, è possibile che l’aumentato dolore permanga. Si tratta di un evenienza non molto frequente ma che impone l’interruzione delle sedute fino alla rivalutazione del quadro doloroso ed un rivisitazione del caso e del trattamento.

QUALI SONO LE CONTROINDICAZIONI?

Vi sono poche controindicazioni assolute al trattamento agopunturale, quelle assolute sono:

  • Ipertensione arteriosa senza terapia e senza controllo
  • Emofilia
  • Terapia con anticoagulanti
  • Diabete insulino-dipendente grave e con manifesta neuropatia autonomica
  • Portatori di epatite infettiva in atto, soprattutto la forma C cronicizzata
  • Pazienti in trattamento con immunosoppressori
  • Epilettici (soprattutto per l’elettroagopuntura)
  • Coloro che hanno il terrore degli aghi o gravemente ansiosi

QUALI SONO I RISCHI?

Traumi o lesioni ai tessuti

In letteratura sono stati riportati casi di lesioni dei tessuti profondi, generalmente causati da imperizia dell’operatore. In tali casi l’operatore spesso non era un Medico e non aveva un’ adeguata conoscenza dell’anatomia umana.

Infezioni

Possono verificarsi ogniqualvolta non vengano utilizzati aghi sterili monouso o non vengano rispettate le basilari norme di asepsi.

Rottura dell’ago

La buona qualità dell’ago mette generalmente al riparo da questa infausta evenienza. All’interno del Centro vengono utilizzati aghi sterili monouso (al contrario gli aghi sterilizzati in autoclave e riutilizzati sono più soggetti a rottura per alterazione della loro struttura).

VI SONO ALTERNATIVE AL TRATTAMENTO? QUALI SONO I POSSIBILI ESITI DEL NON-TRATTAMENTO?

Se decide di non sottoporsi a questa cura gli esiti possono essere la persistenza e/o il peggioramento della sintomatologia dolorosa.

In ogni caso il Team Medico del Centro Atea sarà a sua completa disposizione per individuare il tipo di trattamento a Lei più idoneo.

AVVERTENZE IMPORTANTI

  • Fornire informazioni dettagliate sul proprio stato di salute
  • Non è necessario sospendere l’abituale terapia farmacologica, che deve comunque essere preventivamente comunicata al Medico del Centro
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INFILTRAZIONE INTRARTICOLARE

CHE COS’E’ UN’INFILTRAZIONE INTRARTICOLARE?

L’infiltrazione intra o peri-articolare consiste nell’iniezione all’interno dello spazio dell’articolazione o nella zona circostante, di uno o più farmaci allo scopo di attenuare la sintomatologia dolorosa scatenata da processi infiammatori in tali regioni.

DA CHI VIENE PRATICATA?

L’infiltrazione intrarticolare è una tecnica antalgica invasiva. In questo Centro viene praticata da Medici Specialisti in Anestesia e Rianimazione e/o Medici Specialisti in Fisiatria.

COME VIENE ESEGUITA?

Il paziente si posiziona sul lettino in posizione comoda.

Si procede con l’accurata disinfezione della cute (preparazione di “campo sterile”). Viene quindi iniettata una miscela di uno o più farmaci all’interno dell’articolazione dolente. La procedura dura all’incirca 10-15 minuti, a seconda della zona da trattare e del posizionamento necessario. Una volta terminata la procedura viene applicato del ghiaccio per 15 minuti. Il paziente può quindi tornare a casa.

QUALI FARMACI VENGONO INIETTATI?

Il protocollo prevede un cortisonico, un anestetico locale e acido ialuronico. L’effetto principale del cortisonico è quello di ridurre l’edema (gonfiore) e l’infiammazione dell’articolazione. L’anestetico locale invece sopprime il dolore per interruzione della sua conduzione. L’acido ialuronico è un componente del liquido sinoviale, normalmente prodotto dal nostro organismo e presente nell’articolazione stessa. Ha la funzione di nutrire e lubrificare l’articolazione.

QUANTO DURA UN CICLO DI INFILTRAZIONI?

Generalmente si effettua un ciclo di 3 iniezioni consecutive, aspettando una settimana tra una e l’altra. Se sono state efficaci, si può ripetere il ciclo a distanza di 6 mesi.

QUALI SONO LE INDICAZIONI?

L’infiltrazione intrarticolare è indicata in caso di infiammazione da malattie osteo-articolari, dolore persistente e limitazione al movimento, o quando le altre terapie con farmaci antinfiammatori  e analgesici non hanno funzionato. Nello specifico, le principali indicazioni all’utilizzo dell’infiltrazione intrarticolare sono:

  • Patologie articolari: artrosi; artrite
  • Patologie poliarticolari e dei tessuti molli: capsuliti; tendiniti; tenosinoviti; borsiti; fasciti; sindromi radicolari; fibrositi; entesopatie

QUALI SONO GLI EFFETTI COLLATERALI?

Nella maggior parte dei casi non si verifica nessun fenomeno importante, ma durante l’esecuzione dell’iniezione si può avvertire un temporaneo aggravamento della sintomatologia dolorosa. Il beneficio ed il sollievo dal dolore possono comparire  subito dopo la fine della procedura o nell’arco di qualche settimana.

QUALI SONO LE CONTROINDICAZIONI?

Le controindicazioni all’esecuzione di tale procedura sono:

  • Infezioni articolari o periarticolari
  • Emartro
  • Eritema nella zona da infiltrare
  • Chiazze psoriasiche nella zona da infiltrare

QUALI SONO I RISCHI?

I principali rischi sono:

  • Atrofia cutanea, ipopigmentazione
  • Necrosi settica (rarissimo)
  • Possibile azione sistemica del prodotto infiltrato

VI SONO ALTERNATIVE AL TRATTAMENTO? QUALI SONO I POSSIBILI ESITI DEL NON-TRATTAMENTO?

Poiché generalmente il trattamento infiltrativo è l’ultimo gradino dell’approccio terapeutico a questa patologia, l’unica alternativa è quella di riaffidarsi alle terapie già sperimentate. Se decide di non sottoporsi a questa cura gli esiti possono essere la persistenza della sintomatologia dolorosa (soprattutto se ti tratta di una patologia di lunga durata).

In ogni caso il  Team Medico del Centro Atea sarà a sua completa disposizione per individuare il tipo di trattamento a Lei più idoneo.

AVVERTENZE IMPORTANTI

  • l’articolazione infiltrata deve rimanere a riposo per 24 ore (per evitare lo spostamento del liquido iniettato). E’ dunque opportuno essere accompagnati
  • nelle successive 24 ore ripete l’impacco di ghiaccio 2-3 volte per 15 minuti. Il ghiaccio va messo in una busta di plastica e avvolto in stoffa (il contatto diretto del ghiaccio sulla cute potrebbe provocare lesioni)
  • non è necessario sospendere l’abituale terapia farmacologica, che deve comunque essere preventivamente comunicata al Medico del Centro
  • Comunicare al Medico del Centro le eventuali allergie
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INFILTRAZIONE PERINERVOSA

CHE COS’E’ UN’INFILTRAZIONE PERINERVOSA

  • Per infiltrazione perinervosa si intende un’ iniezione  praticata vicino ad un nervo o gruppo di nervi (“plesso nervoso”). Ciò permette di portare la miscela di farmaci analgesici direttamente in prossimità della radice nervosa coinvolta dal processo patologico responsabile della sintomatologia dolorosa.

DA CHI VIENE PRATICATA?

L’infiltrazione perinervosa è una tecnica antalgica invasiva e viene eseguita da Medici Specialisti in Anestesia e Rianimazione.

COME VIENE ESEGUITA?

Il Paziente si posiziona sul lettino in posizione comoda. Per aumentarne precisione ed efficacia la procedure viene eseguita con l’aiuto di un elettrostimolatore. Viene applicato un elettrodo sulla pelle ad una distanza di 20 cm dal punto di iniezione; il secondo elettrodo verrà collegato all’ago. Una volta che la punta dell’ago sarà in prossimità della struttura nervosa si avvertirà la contrazione del muscolo corrispondente. La contrazione muscolare è di breve durata e poco fastidiosa. A questo punto verrà iniettata la miscela di farmaci analgesici che andranno a distribuirsi attorno alla struttura nervosa, impedendone cosi’ la trasmissione dello stimolo doloroso. La procedura viene eseguita con tecnica sterile. Nei 20-30 minuti successi alla procedura il paziente viene mantenuto in osservazione, quindi, in assenza di complicazioni, dimesso.

QUALI FARMACI VENGONO INIETTATI?

Viene iniettata una miscela di anestetico locale a bassa concentrazione, in modo da evitare l’insorgenza di blocco motorio.

QUALI SONO LE INDICAZIONI?

L’indicazione principale all’infiltrazione perinervosa è il dolore incoercibile da patologia osteoarticolare (soprattutto  spalla e ginocchio).

QUALI SONO GLI EFFETTI COLLATERALI?

Il principale effetto collaterale è l’insorgenza del blocco motorio e la perdita temporanea di sensibilità del segmento corporeo interessato. Questo in realtà può essere considerato come positivo, in quanto il dolore sparisce del tutto e l’arto viene messo a corretto riposo. In tale evenienza è però necessario prestare attenzione nei movimenti per evitare traumatismi accidentali.

QUALI SONO LE CONTROINDICAZIONI?

Le controindicazioni all’esecuzione di tale procedura sono:

  • Disordini della coagulazione
  • Stato di gravidanza
  • Infezioni locali a livello del sito di iniezione
  • Tatuaggi nel sito di iniezione
  • Allergia conclamata ad anestetici locali o cortisonici

QUALI SONO I RISCHI?

Le controindicazioni all’esecuzione di tale procedura sono:

  • Disordini della coagulazione
  • Stato di gravidanza
  • Infezioni locali a livello del sito di iniezione
  • Tatuaggi nel sito di iniezione
  • Allergia conclamata ad anestetici locali o cortisonici

VI SONO ALTERNATIVE AL TRATTAMENTO? QUALI SONO I POSSIBILI ESITI DEL NON-TRATTAMENTO?

Poiché generalmente il trattamento infiltrativo è l’ultimo gradino dell’approccio terapeutico a questa patologia, l’unica alternativa è quella di riaffidarsi alle terapie già sperimentate.

Se decide di non sottoporsi a questa cura gli esiti possono essere la persistenza della sintomatologia dolorosa (soprattutto se ti tratta di una patologia di lunga durata).

In ogni caso il  Team Medico del Centro Atea sara’ a sua completa disposizione per individuare il tipo di trattamento a Lei più idoneo.

AVVERTENZE IMPORTANTI

  • si deve assumere la propria abituale terapia farmacologica (ad es. per il diabete o l’ipertensione)
  • TIKLID, TICLOPIDINA, CLOPIDOGREL, PLAVIX vanno sospesi 10 giorni prima (quando possibile)
  • SINTROM, COUMADIN vanno sospesi 5 giorni prima, passando ad terapia sostitutiva con eparina a basso peso molecolare (rivolgersi al proprio medico)
  • ASPIRINA, ASPIRINETTA, CARDIRENE vanno sospesi solo su indicazione medica
  • Consultare il proprio medico curante per individuare altri eventuali farmaci che possono alterare la coagulazione
  • Comunicare la conoscenza di eventuali malattie che comportano alterazione della coagulazione
  • Portare tutta la documentazione (cartelle cliniche, TAC, radiografie) relativa alla patologia specifica, e la tessera sanitaria per eventuali prescrizioni
  • Si può fare una colazione o un pasto leggero
  • Si consiglia abbigliamento comodo
  • E’ indispensabile essere accompagnati (non si può guidare)
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LASERTERAPIA

CHE COS’E’ LA LASERTERAPIA?

Il laser è una sorgente di radiazione elettromagnetica. Più semplicemente, lo possiamo definire come un dispositivo che produce energia sotto forma di un’onda luminosa.  Gli effetti terapeutici sono:

modulazione del metabolismo cellulare e miglioramento dell’apporto energetico mediante l’aumento  di PP1 (Protein phosphatase 1). La PP1 è un enzima che regola infatti il processo di rilassamento/contrazione del muscolo e stimola l’accumulo delle scorte di glicogeno (fonte di energia necessaria per l’attività)

effetti fotomeccanici indiretti che originano a loro volta stress meccanici a livello cellulare. Nel muscolo, come negli altri tessuti con funzione meccanica, questo tipo di stress favorisce il trofismo, l’omeostasi e la differenziazione cellulare: agevola quindi la riparazione dei danni tissutali

effetti termici controllati e sempre al di sotto della soglia di pericolosità. Stimola così le reazioni biochimiche e la vasodilatazione, incrementando l’apporto di ossigeno e nutrienti nell’area trattata. La moderata vasodilatazione facilita la risoluzione del processo infiammatorio e il riassorbimento dell’edema

all’azione analgesica diretta

Il Centro Altea dispone di tecnologia di ultima generazione, la cui utilità è dimostrata da numerosi studi clinici (maggiori informazione all’interno del Centro).

DA CHI VIENE PRATICATA?

All’interno del Centro Altea questa tecnica viene praticata da Medici Specialisti abilitati all’uso di apparecchi laser.

COME VIENE ESEGUITA?

Il paziente si posiziona sul lettino in posizione comoda a seconda della parte da trattare. Il paziente e l’operatore devono indossare gli occhiali protettivi. L’operatore appoggia il manipolo sulla zona da trattare che deve essere priva di tatuaggi (il trattamento laser può rimuovere il pigmento del tatuaggio).

Una seduta terapeutica dura dai 15 ai 30 minuti (considerando anche il tempo di visita), in base al tipo di seduta (la prima seduta ha una durata maggiore) e al numero di zone da trattare. L’applicazione dell’energia laser non provoca sensazioni dolorose, ma solo una lieve percezione di calore. In alcuni casi è possibile avvertire un lievissimo bruciore o formicolio. Non vi è alcun bisogno di anestesia.

Si consiglia di non assumere farmaci fotosensibilizzanti e di non utilizzare olii e/o creme solari nei giorni immediatamente precedenti al trattamento.

QUANTO DURA UN CICLO DI LASERTERAPIA?

Le patologie acute generalmente necessitano di un ciclo di 2-8 trattamenti, quelle croniche da 8 a 15.

I trattamenti possono essere eseguiti a giorni alterni oppure ogni tre giorni, in base alle condizioni del paziente. Nella fase di mantenimento è possibile ripetere un singolo trattamento una o due volte al mese.

L’eccezione è rappresentata dalla ferite cutanee, che necessitano di trattamenti giornalieri fino alla completa cicatrizzazione.

QUALI SONO GLI EFFETTI DELLA LASERTERAPIA?

Gli effetti della laserterapia possono essere così riassunti:

Effetto Analgesico: si può ottenere grazie agli effetti di

  • Riduzione della componente infiammatoria
  • Riduzione dell’edema
  • Riduzione dello spasmo muscolare
  • “wash out” delle sostanze algogene
  • Incremento della sintesi di endorfine
  • Modulazione della conduzione dello stimolo dolorifico

 

Effetto Antinfiammatorio e Antiedema: si può ottenere grazie agli effetti di

  • Vasodilatazione e modulazione della permeabilità dei vasi linfatici e capillari
  • Inibizione della produzione di molecole pro-infiammatorie
  • “wash out” delle molecole pro-infiammatorie

 

Effetto Biostimolante: si può ottenere grazie agli effetti di

  • Aumento dell’apporto di nutrienti, ossigeno e fattori di crescita grazie alla vasodilatazione
  • Attivazione delle funzioni cellulari
  • Ripristino e modulazione del metabolismo energetico cellulare
  • Modulazione della proliferazione e differenziazione cellulare (es. rigenerazione nervosa)
  • Induzione del ripristino di fibre muscolari e terminazioni nervose danneggiate
  • Modulazione della sintesi e organizzazione di proteine della matrice
  • Controllo della formazione ed organizzazione del tessuto cicatriziale

QUALI SONO LE INDICAZIONI ALLA LASERTERAPIA?

Le indicazioni alla laserterapia possono essere riassunte secondo questo schema:

  • CERVICALE: cervicalgia, contrattura muscolare, contusione, nevralgia brachiale, stiramento
  • RACHIDE: artrosi lombosacrale, contrattura muscolare, contusione, dorsalgia, ematoma, lombalgia, sciatalgia, spondiloartrosi, strappo muscolare
  • SPALLA: borsite, contrattura muscolare, contusione, ematoma, lussazione, nevralgia brachiale, periartrite scapolo-omerale, stiramento, strappo cuffia rotatori, strappo muscolare, tendinite CLB
  • GOMITO: contusione, ematoma, epicondilite, epitrocleite
  • POLSO E MANO: artrite della mano, contusione, distorsione di polso, ematoma
  • ANCA: contattura muscolare, contusione, coxalgia, ematoma
  • GINOCCHIO: contusione, distorsione, ematoma, gonalgie, tendinite rotulea
  • ARTO INFERIORE: contrattura muscolare, contusione, ematoma, stiramento, strappo muscolare, tendinite
  • CAVIGLIA E PIEDE: atrite del piede, contusione, distorsione, ematoma, tendinite

QUANDO SI MANIFESTANO I BENEFICI DELLA LASERTERAPIA?

I benefici si manifestano fin dalla prima seduta e tra la quarta e la quinta il dolore regredisce di almeno il 50%, a fronte di un consistente recupero della funzionalità articolare.

QUALI SONO GLI EFFETTI COLLATERALI?

Non si segnalano dei veri e propri effetti collaterali. Raramente si possono verificare dei momentanei arrossamenti della pelle.

QUALI SONO LE CONTROINDICAZIONI?

Le controindicazioni all’uso della laserterapia sono:

  • donne in stato di gravidanza
  • neoplasie in corso

QUALI SONO I RISCHI?

Durante il trattamento è obbligatorio l’uso di occhiali protettivi per prevenire il rischio di lesioni alla retina.

VI SONO ALTERNATIVE AL TRATTAMENTO? QUALI SONO I POSSIBILI ESITI DEL NON-TRATTAMENTO?

La laserterapia presenta notevoli vantaggi: è una terapia che non presenta rischi, non è invasiva, è indolore e può essere combinata con altre terapie presentando raramente effetti collaterali.

L’azione focalizzata del laser fa sì che sia efficace esclusivamente nella zona da trattare, senza danneggiare il tessuto vicino. Essendo una terapia ambulatoriale, consente di ridurre al minimo l’inabilità al lavoro e, per gli sportivi, la perdita di ore di allenamento.

Se decide di non sottoporsi a questa cura gli esiti possono essere la persistenza della sintomatologia dolorosa e/o l’aggravamento del quadro clinico a evoluzione cronica.

In ogni caso il  Team Medico del Centro Atea sarà a sua completa disposizione per individuare il tipo di trattamento a Lei più idoneo.

AVVERTENZE IMPORTANTI

  • Informare il team del Centro sull’esistenza di controindicazioni assolute al trattamento
  • Utilizzare gli occhiali protettivi forniti dall’operatore per tutta la durata del trattamento
  • Si consiglia di non assumere farmaci fotosensibilizzanti e di non utilizzare olii e/o creme solari nei giorni immediatamente precedenti al trattamento
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MESOTERAPIA

CHE COS’E’ LA MESOTERAPIA?

La mesoterapia consiste nell’inoculazione nello strato dermico di sostanze farmaceutiche tramite l’uso di siringhe con aghi di piccole dimensioni (generalmente lunghi 4 mm).  A seconda delle sostanze iniettate, la mesoterapia può essere effettuata a scopo:

  • Antalgico: inoculazione di farmaci antinfiammatori e analgesici in una zona dolorosa
  • Estetico (“biolifting”): inoculazione di sostanze biorivitalizzanti (acido ialuronico, gel intradermico ai polinucleotidi) allo scopo di conferire turgore alla cute del viso e collo e sollevare il fondo di rughe o cicatrici depresse. Viene inoltre utilizzata per il trattamento dei sintomi dell’insufficienza venosa cronica degli arti inferiori e per ridurre gli inestetismi di adiposità localizzate

DA CHI VIENE PRATICATA?

La tecnica mesoterapica richiede capacità di diagnosi e cura, nozioni di farmacologia ed esperienza. All’interno del Centro Altea questa tecnica viene praticata da Medici Specialisti in Anestesia e Rianimazione e Specialisti in Fisiatria.

COME VIENE ESEGUITA?

Il paziente si posiziona sul lettino in posizione comoda. Dopo aver disinfettato accuratamente la parte da trattare, il medico inoculerà il principio attivo tramite una siringa munita di piccolo ago. Ogni inoculazione (da 1 a 50) permetterà l’introduzione di una modesta quantità di farmaco (da 0,1 a 1 ml) nel derma. Si produrrà un microdeposito di principio che genererà un lieve sollevamento della cute stessa (pomfo). Tale piccola formazione scomparirà in qualche ora o al massimo nei giorni successivi.

QUALI FARMACI VENGONO INIETTATI?

Con la tecnica mesoterapica si possono utilizzare tutti i farmaci antinfiammatori e analgesici comunemente utilizzati per via intramuscolare. A questa miscela può essere aggiunto un anestetico locale allo scopo di rendere la procedura totalmente indolore.

QUANTO DURA UN CICLO DI INFILTRAZIONI?

La risposta terapeutica , nella maggior parte dei casi, si manifesta in breve tempo. Per mantenere l’efficacia occorre ripetere la seduta dopo qualche giorno a seconda della risposta ottenuta.

QUALI SONO LE INDICAZIONI?

La mesoterapia è ad oggi sempre più frequentemente utilizzata in ambito di terapia antalgica, reumatologia, traumatologia, medicina sportiva, patologia venosa e trattamento di adiposità localizzata.

La mesoterapia antalgica si propone come tecnica terapeutica per la risoluzione di patologie dolorose a carico di tutto l’apparato muscolo-scheletrico. Lo scopo è quello di alleviare il dolore localizzato favorendo quindi una veloce ripresa funzionale.

I vantaggi della mesoterapia sono:

  • Utilizzo di minore quantità di farmaco
  • Aumento del tempo d’effetto del farmaco (effetto deposito)
  • Riduzione della necessità di somministrazione del farmaco
  • Assenza di effetti collaterali sistemici del farmaco

QUALI SONO GLI EFFETTI COLLATERALI?

Nella maggior parte dei casi non si verifica nessun fenomeno importante.  Nei soggetti con particolare fragilità cutanea possono a volte comparire piccoli lividi o teleangectasie di breve durata.

QUALI SONO LE CONTROINDICAZIONI?

Le controindicazioni all’esecuzione di tale procedura sono:

  • Allergia ai farmaci utilizzati
  • Controindicazioni generali all’utilizzo dei farmaci utilizzati (es. stato di gravidanza)
  • Infezioni cutanee nel sito da trattare

QUALI SONO I RISCHI?

L’unico rischio importante è la reazione allergica alle sostanze iniettate. Si ricorda che il paziente è tenuto per tale motivo a comunicare preventivamente al Medico del Centro la presenza di eventuali allergie.

VI SONO ALTERNATIVE AL TRATTAMENTO? QUALI SONO I POSSIBILI ESITI DEL NON-TRATTAMENTO?

Gli stessi farmaci antinfiammatori e analgesici utilizzati nella mesoterapia possono essere assunti anche per altre vie di somministrazione (es. iniezione intramuscolo, iniezione endovenosa, per bocca).

Se decide di non sottoporsi a questa cura gli esiti possono essere la persistenza della sintomatologia dolorosa e/o il rischio degli effetti collaterali dovuti all’assunzione degli stessi principi per altre vie di somministrazione.

In ogni caso il  Team Medico del Centro Atea sarà a sua completa disposizione per individuare il tipo di trattamento a Lei più idoneo.

AVVERTENZE IMPORTANTI

  • Per le prime 24-48 ore dopo il trattamento evitare: esposizione a raggi UV (sole, lampade abbronzanti); saune; massaggi; linfodrenaggio
  • Eventuale applicazione di creme lenitive sulle parti trattate per le prime 24-48 ore
  • Non è necessario sospendere l’abituale terapia farmacologica, che deve comunque essere preventivamente comunicata al Medico del Centro
  • Comunicare al Medico del Centro le eventuali allergie
cura
FISIOKINESITERAPIA

CHE COS’E’ LA FISIOKINESITERAPIA?

Con questo termine si intende un insieme di varie tecniche terapeutiche:

Rieducazione motoria (kinesiterapia passiva o attiva-assistita)

Viene utilizzata, mediante esercizi attivi, passivi o strumentali, con lo scopo di modificare l’esecuzione del movimento nel caso in cui sussistano danni a livello del sistema nervoso centrale (sistema di controllo del movimento) o dell’apparato osteo-mioarticolare (sistema effettore del movimento). Durante l’esecuzione degli esercizi si possono usare degli ausili che facilitano il movimento o lo rendono più impegnativo, a seconda dello scopo che vogliamo raggiungere (elastici, bastoni, tappetini, palloni ecc.) Per kinesiterapia passiva si intende la mobilizzazione di un segmento corporeo senza partecipazione da parte del paziente che la subisce; in questo caso la mobilizzazione viene effettuata  dal fisioterapista. Per kinesiterapia attiva-assistita s’intende la mobilizzazione attiva di un segmento corporeo da parte del paziente che mette in pratica le indicazioni del fisioterapista il quale lo assiste coordinando la sequenza dei gesti motori e correggendo eventuali loro imperfezioni secondo procedure finalizzate a portare il soggetto affetto da menomazioni a contenere o minimizzare la sua disabilità.

Vantaggi:  di facilitare gli stimoli, ottenere il rilasciamento e migliorare la risposta muscolare nella stabilizzazione articolare, prevenire il danno funzionale, recuperare la funzione motoria e ottenere un miglioramento del ritorno venoso

Effetti collaterali:  molto rari; sono rappresentati da episodi di sofferenza neurovegetativa (nausea, vertigini, sbalzi pressori), da un aggravamento della sintomatologia dolorosa, da una scarsa tollerabilità individuale agli esercizi

Indicazioni: in tutti quei casi ove sia necessario un recupero muscolare, articolare o delle capacità di controllo del movimento

Controindicazioni: nessuna

Mobilizzazioni (manipolazioni) di struttura articolare

Vengono abitualmente utilizzate con lo scopo di mantenere o recuperare l’escursione articolare, prevenire e recuperare riduzioni di estensibilità capsulo-legamentosa e connettivale, mantenere i piani di scorrimento fra scheletro, muscolo, fasce e cute.

Vantaggi: apportare stimoli che coinvolgono le vie di informazione, i centri di integrazione e le vie di esecuzione facilitando in questo modo la prevenzione del danno funzionale, recuperare la funzione motoria, ottenere un sollievo dal dolore e facilitare il ritorno venoso

Effetti collaterali: possibili episodi di sofferenza neurovegetativa (nausea, vertigini, sbalzi pressori), aggravamento transitorio della sintomatologia dolorosa, scarsa tollerabilità individuale alle manovre di mobilizzazione

Controindicazioni: lesioni traumatiche osteo-muscolari e fasciali recenti, dalla presenza di grave osteoporosi, processi infettivi o tumorali, da stati di labilità pressoria

Mobilizzazione (manipolazione) della colonna vertebrale

E’ un gesto medico terapeutico; è una manovra ortopedica precisa, un movimento passivo che va oltre il limite fisiologico della mobilità articolare passiva, le cui indicazioni e controindicazioni devono essere definite preventivamente tramite un esame accurato generale e locale del Paziente. Viene abitualmente utilizzata con lo scopo di mantenere o recuperare l’escursione articolare della colonna, prevenire e recuperare riduzioni della sua estensibilità. Si esegue nella direzione e posizione scelta dal medico con la “ messa in tensione “, con un breve impulso, cioè con un movimento rapido e moto limitato che sembra vincere una resistenza dell’articolazione e che, in generale, è accompagnato da un caratteristico scroscio.

Vantaggi: apportare stimoli che coinvolgono le vie di informazione, i centri di integrazione e le vie di esecuzione facilitando in questo modo la prevenzione del danno funzionale, recuperare la funzione motoria e ottenere un sollievo dal dolore

Effetti collaterali:  possibili episodi di sofferenza neurovegetativa (nausea, vertigini, sbalzi pressori) in particolare in pazienti con labilità pressoria o affetti da una malattia dell’arteria vertebrale o della carotide, temporaneo aggravamento della sintomatologia dolorosa,scarsa tollerabilità individuale alle manovre di mobilizzazione

Indicazioni: cefalee di origine cervicale, cervico-dorso-lombalgia, sindrome vertebrale, sindrome disco-articolare, apofisite spinosa, pubalgia, cruralgia, sciatalgia, coccigodinia

Controindicazioni: lesioni traumatiche recenti della colonna o da fratture vertebrali non consolidate, dalla presenza di grave osteoporosi, di ernie del disco migrate o espulse, di spondilodisciti, di stenosi del canale vertebrale, di insufficienza vertebro-basilare e/o da processi infettivi o tumorali localizzati al rachide

Trazioni manuali / meccaniche

Le trazioni al rachide vengono abitualmente utilizzate con lo scopo di ottenere una stiramento delle strutture muscolari e legamentose con disimpegno e separazione delle superfici articolari vertebrali, un ampliamento dei forami di coniugazione con conseguente riduzione della compressione delle radici nervose.

Vantaggi: sollievo dal dolore ed un miglioramento funzionale

Effetti collaterali:  molto rari; sono rappresentati da episodi di sofferenza neurovegetativa (nausea, vertigini, sbalzi pressori) in particolare in pazienti con labilità pressoria o affetti da una malattia dell’arteria vertebrale o della carotide, un aggravamento della sintomatologia dolorosa, una scarsa tollerabilità individuale alle trazioni in corrispondenza dei punti di contatto tra cintura o corsetto e corpo del paziente

Indicazioni: sindromi dolorose acute o croniche, in corso di radicolopatie e/o neuropatie, di malattie dell’apparato osteo-artro-muscolare, di fibromialgie, di stati di contrattura muscolare antalgica

Controindicazioni: lesioni traumatiche acute del rachide, dalla presenza di grave osteoporosi, di processi infettivi o tumorali, di malattie reumatiche in fase acuta o molto avanzata, d’insufficienza vertebro-basilare, di stati di labilità pressoria

Massoterapia distrettuale reflessogena

Consiste in una manipolazione del tessuto connettivale, praticato sui tessuti molli a fini terapeutici. Viene abitualmente utilizzata con lo scopo di ridurre il dolore, l’ipertono muscolare e la presenza di microaderenze, edemi e cicatrizzazioni del sistema fasciale sfruttanso la combinazione di effetti meccanici diretti e riflessi, effetti neurologici-autonomici e psicologici

Vantaggi: rilassamento muscolare e miglioramento della circolazione sanguigna, recupero in parte o in toto della mobilità articolare, possibilità di esercitare il segmento scheletrico con ovvi vantaggi funzionali legati al sollievo conseguente alla riduzione del dolore

Effetti collaterali: molto rari; sono legati alla comparsa di lesioni cutanee da frizione, dalla diffusione di germi patogeni da siti colpiti da infezione superficiali, da ritardi nel processo di guarigione cicatriziale, dalla mobilizzazione di trombi venosi o arteriosi, dalla disseminazione di cellule tumorali

Indicazioni: sindromi dolorose secondarie a contratture muscolari, artrosi, nevralgie

Controindicazioni relative:  presenza di fragilità capillare o di varici, da stati di ipersensibilità cutanea o di particolare labilità pressoria

Controindicazioni assolute: lesioni traumatiche acute dell’apparato osteo-artromuscolare, processi infettivi o tumorali, condizioni di diatesi trombogena o trombosi venosa in atto

Massoterapia per drenaggio linfatico

Viene abitualmente utilizzata con lo scopo di ridurre  il dolore, la presenza di edemi periferici, di stasi vascolare e linfatica. Sfrutta la combinazione di effetti meccanici, riflessi, neurologici e psicologici.

Vantaggi: compressione dei vasi sanguigni con conseguente spremitura meccanica del sangue e della linfa in direzione distoprossimale,

Effetti collaterali: molto rari; sono legati alla comparsa di lesioni escoriate superficiali da frizione, alla diffusione di germi patogeni da siti colpiti da infezione superficiali, a ritardi nel processo di guarigione cicatriziale, dalla mobilizzazione di trombi venosi o arteriosi, alla disseminazione di cellule tumorali

Controindicazioni: presenza di stati di fragilità capillare, stati di ipersensibilità cutanea determinante riflessi viscerali indesiderati, da processi infettivi o tumorali, da stati di labilità pressoria, da diatesi trombogena

Ginnastica posturale

Ha il compito di correggere la postura del nostro corpo, attraverso esercizi di allungamento, bonificazione, rilassamento e respiratori.

Indicazioni: cura prevenzione dei più comuni disagi muscolo-scheletrici (scoliosi, lombalgie, sciatalgie, cervicalgie)

Controindicazioni: fase acuta della patologia muscolo-scheletrica

DA CHI VIENE PRATICATA?

All’interno del Centro Altea questa tecnica viene praticata da Medici Specialisti in Fisiatria e Fisioterapisti

COME VIENE ESEGUITA?

Il Centro prevede sedute individuali

QUANTO DURA UN CICLO DI FISIOKINESITERAPIA?

Ogni ciclo di Fisiokinesiterapia viene personalizzato sulle condizioni ed esigenze del singolo paziente. Alla fine del ciclo è prevista una visita conclusiva per valutare i progressi raggiunti e pianificare un programma di mantenimento degli obiettivi raggiunti.

QUALI SONO LE INDICAZIONI ALLA FISIOKINESITERAPIA?

Le indicazioni alla Fisiokinesiterapia comprendono tutte le patologie dell’apparato osteo-muscolare.

All’interno del Team Medico del Centro Altea è sempre presente un Medico Specialista in Fisiatria che potrà indirizzarvi al trattamento a Voi più indicato.

VI SONO ALTERNATIVE AL TRATTAMENTO? QUALI SONO I POSSIBILI ESITI DEL NON-TRATTAMENTO?

Se decide di non sottoporsi a questa cura gli esiti possono essere la persistenza della sintomatologia dolorosa e/o l’aggravamento del quadro clinico a evoluzione cronica.

In ogni caso il  Team Medico del Centro Atea sarà a sua completa disposizione per individuare il tipo di trattamento a Lei più idoneo.

AVVERTENZE IMPORTANTI

  • • Informare il team del Centro sull’esistenza di patologie sistemiche (neoplasie in atto, diabete, ipertensione ecc.)
  • Per le sedute di Fisiokinesiterapia si consiglia abbigliamento comodo (es. tuta da ginnastica)
cura
INFILTRAZIONE PERIDURALE

CHE COS’E’ UN’INFILTRAZIONE PERIDURALE?

Per infiltrazione peridurale si intende la somministrazione di farmaci (generalmente cortisonici e anestetici locali) tramite iniezione nello spazio peridurale, situato all’interno del canale midollare della colonna vertebrale. Ciò permette di portare la miscela di farmaci direttamente in prossimità della radice nervosa coinvolta dal processo patologico responsabile della sintomatologia dolorosa (dolore alla schiena e/o agli arti inferiori).

DA CHI VIENE PRATICATA?

L’infiltrazione peridurale è una tecnica antalgica invasiva e viene eseguita da Medici Specialisti in Anestesia e Rianimazione.

COME VIENE ESEGUITA?

Il Paziente si posiziona sul lettino seduto o in decubito laterale (sdraiato con il lato dolente verso il basso). La flessione della colonna vertebrale aiuta l’identificazione del giusto sito di iniezione (spazio intervertebrale o forame sacrale). Si procede con l’accurata disinfezione della cute (preparazione di “campo sterile”). Viene iniettata una piccola quantità di anestetico locale sottocute per rendere indolore la procedura. Viene quindi introdotto un apposito ago (ago di Tuohy) tramite il quale, una volta raggiunto lo spazio peridurale, viene iniettata la miscela terapeutica. Nei 20-30 minuti successi alla procedura il Paziente viene mantenuto in osservazione, quindi, in assenza di complicazioni, dimesso.

QUALI FARMACI VENGONO INIETTATI?

Il protocollo prevede un cortisonico, un anestetico locale e soluzione fisiologica per raggiungere un adeguato volume. L’effetto principale del cortisonico è quello di ridurre l’edema (gonfiore) e l’infiammazione del nervo. L’anestetico locale invece sopprime il dolore per interruzione della sua conduzione.

QUANTO DURA UN CICLO DI INFILTRAZIONI?

Normalmente sono previste due infiltrazioni a distanza di tre settimane, anche se non è infrequente la remissione completa della sintomatologia già dopo la prima terapia.

QUALI SONO LE INDICAZIONI?

Le principali indicazioni all’utilizzo dell’infiltrazione peridurale antalgica sono:

  • Degenerazione o erniazione discale
  • Compressione delle radici nervose spinali
  • Infiammazione su base traumatica o infettiva (es. neuropatia erpetica) delle radici nervose spinali
  • Stenosi del canale spinale

Nella lombalgia acuta e nella sciatalgia acuta, quando il dolore è intenso, l’infiltrazione peridurale è l’unica procedura terapeutica risolutiva, in quanto porta il cortisone direttamente nella zona infiammata.

QUALI SONO GLI EFFETTI COLLATERALI?

Nella maggior parte dei casi non si verifica nessun fenomeno importante, ma durante l’esecuzione dell’iniezione si può avvertire un senso di peso in zona lombare e un temporaneo aggravamento del dolore sciatico (solo durante l’esecuzione dell’infiltrazione). Il giorno successivo ci può essere un arrossamento delle gote (di solito nelle donne) dovuto al cortisone che scompare nel giro di 24 ore. Il beneficio ed il sollievo dal dolore possono comparire  subito dopo la fine della procedura o nell’arco di qualche settimana.

QUALI SONO LE CONTROINDICAZIONI?

Le controindicazioni all’esecuzione di tale procedura sono:

  • Disordini della coagulazione
  • Stato di gravidanza
  • Infezioni locali a livello del sito di iniezione
  • Tatuaggi nel sito di iniezione
  • Allergia conclamata ad anestetici locali o cortisonici

QUALI SONO I RISCHI?

Come tutte le procedure mediche, anche l’infiltrazione peridurale comporta un rischio, legato alla vicinanza delle strutture nervose alla sede di iniezione dei farmaci: la possibilità di effetti collaterali è però estremamente ridotta, in relazione alla esperienza e alla manualità che deriva dall’elevato numero di infiltrazioni che vengono effettuate dai Medici Anestesisti presenti nel Centro Altea.

La presenza di cortisonici può innalzare temporaneamente i valori glicemici e la pressione arteriosa e sono stati riportate rare modificazioni del ciclo mestruale sotto forma di un flusso aumentato.

Anche nelle mani più esperte, durante un’iniezione peridurale non si può escludere del tutto la possibilità che si procuri una puntura accidentale della dura madre, soprattutto in pazienti con esiti cicatriziali da precedente intervento chirurgico o in pazienti obesi o con deformazioni della colonna (scoliosi etc). Per il tipo di ago utilizzato, la puntura della dura madre comporta la fuoriuscita, nello spazio peridurale, di una certa quantità di liquor: quando ciò succede può insorgere una cefalea che si accentua con la stazione eretta (“cefalea da puntura della dura”) Questa è una condizione generalmente benigna che si risolve nel giro di qualche giorno (3-10 giorni) con abbondante idratazione e l’assunzione di antinfiammatori per bocca.

I rischi sono legati principalmente alle rare complicanze infettive o neurologiche. Per tale motivo l’infiltrazione deve essere eseguita in perfetta asepsi con idonei kit monouso da personale medico competente e con esperienza. Il Paziente è tenuto a comunicare la terapia farmacologica domiciliare al fine di poter evitare problemi di sanguinamento nel sito di iniezione, con conseguente possibili complicanze neurologiche.

VI SONO ALTERNATIVE AL TRATTAMENTO? QUALI SONO I POSSIBILI ESITI DEL NON-TRATTAMENTO?

Poiché generalmente il trattamento infiltrativo peridurale è l’ultimo gradino dell’approccio terapeutico a questa patologia, l’unica alternativa è quella di riaffidarsi alle terapie già sperimentate.

Se decide di non sottoporsi a questa cura gli esiti possono essere la persistenza della sintomatologia dolorosa (soprattutto se si tratta di una patologia di lunga durata).

In ogni caso il  Team Medico del Centro Atea sara’ a sua completa disposizione per individuare il tipo di trattamento a Lei più idoneo.

AVVERTENZE IMPORTANTI

  • • si deve assumere la propria abituale terapia farmacologica (ad es. per il diabete o l’ipertensione)
  • TIKLID, TICLOPIDINA, CLOPIDOGREL, PLAVIX vanno sospesi 10 giorni prima (quando possibile)
  • SINTROM, COUMADIN vanno sospesi 5 giorni prima, passando ad terapia sostitutiva con eparina a basso peso molecolare (rivolgersi al proprio medico)
  • ASPIRINA, ASPIRINETTA, CARDIRENE vanno sospesi solo su indicazione medica
  • Consultare il proprio medico curante per individuare altri eventuali farmaci che possono alterare la coagulazione
  • Comunicare la conoscenza di eventuali malattie che comportano alterazione della coagulazione
  • Portare tutta la documentazione (cartelle cliniche, TAC, radiografie) relativa alla patologia specifica, e la tessera sanitaria per eventuali prescrizioni
  • Si può fare una colazione o un pasto leggero
  • Si consiglia abbigliamento comodo
  • E’ indispensabile essere accompagnati (non si può guidare)
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INFILTRAZIONE DI TRIGGER POINT

CHE COSA E’ L’INFILTRAZIONE DI TRIGGER POINT?

I trigger point miofasciali sono aree localizzate di una banda contratta di muscolo scheletrico, altamente irritabili e di peculiare dolorabilità , situate nel tessuto muscolare e/o nella sua fascia. Il dolore da trigger point è un dolore continuo e profondo che crea molta sofferenza.

I trigger point miofasciali si sviluppano nei sarcomeri  (unità muscolari) caratterizzati da eccesso di attività (sovraccarico acuto o cronico).

Il mantenimento della contrazione del sarcomero porta a:

  • vasocostrizione locale con ischemia locale e rilascio di mediatori algogeni (prostaglandine, istamina, chinine)
  • aumento del rilascio di acetilcolina da parte della terminazione nervosa
  • accorciamento e contrattura permanente del sarcomero

La distensione delle fibre muscolari provocata dall’infiltrazione disattiva questi meccanismi.

DA CHI VIENE PRATICATA?

All’interno del Centro Altea l’infiltrazione dei trigger point viene praticata da Medici Specialisti in Anestesia e Rianimazione e Specialisti in Fisiatria.

COME VIENE ESEGUITA?

Il paziente si posiziona sul lettino in posizione comoda. Accertata la presenza e la sede del trigger point, si inserisce un ago sottile connesso ad una siringa riempita con anestetico locale nella pelle sopra di esso e si manovra l’ago per farlo penetrare esattamente nella sede del trigger point. A questo punto, con l’indice ed il medio della mano sinistra appoggiati sul muscolo l’operatore percepisce un guizzo del muscolo non appena la punta dell’ago entra nel trigger point. Questa è la conferma della effettiva presenza del trigger point e del suo corretto raggiungimento con la punta dell’ago. Confermato il raggiungimento del trigger point, si iniettano 1-3 millilitri di anestetico locale in esso, si ritira l’ago, si comprime la parte per qualche secondo e, infine, vi si applica una medicazione sterile.

QUALI FARMACI VENGONO INIETTATI?

Diversi sono i farmaci che si prestano all’infiltrazione di trigger point:

  • soluzione di procaina cloridrato (1%)
  • lidocaina cloridrato(0,5%)
  • anestetici locali a lunga durata d’azione
  • corticosteroidi
  • tossina botulinica A
  • soluzione fisiologica isotonica

La scelta del farmaco e/o miscela di farmaci più idonei al singolo caso è di pertinenza dell’operatore.

QUANTO DURA UN CICLO DI INFILTRAZIONI?

La risposta terapeutica , nella maggior parte dei casi, si manifesta in breve tempo. Per mantenere l’efficacia occorre ripetere la seduta dopo qualche giorno a seconda della risposta ottenuta.

QUALI SONO LE INDICAZIONI?

Le indicazioni al trattamento possono essere riassunte secondo questo schema:

  • CERVICALI POSTERIORI: cefalea,rigidità e dolore al collo, ridotta flessione e rotazione del collo, dolore suboccipitale, sensazione di “bruciore” al cuoio capelluto
  • TRAPEZIO: tensione cronica al collo, cefalea da stress, colpo di frusta
  • STERNOCLEIDOMASTOIDEO: cefalea da tensione, colpo di frusta, collo rigido, nevralgia facciale atipica, vertigini posturali, ptosi, ridotto orientamento spaziale
  • SPENIO DELLA TESTA E DEL COLLO: cefalea, dolore al collo e agli occhi, visione offuscata, colpo di frusta, rigidità nel collo
  • MASSETERE: trisma (mascella e mandibola fortemente serrate), dolore all’articolazione temporomandibolare, cefalea da stress, dolore all’orecchio e ai denti
  • SCALENI: dolore al dorso, spalla e braccio;  sindrome degli scaleni, colpo di frusta, “collo senza riposo”
  • OCCIPITOFRONTALE: cefalea; dolore alla testa posteriormente, dietro all’occhio, sopracciglio e palpebra
  • TEMPORALE: cefalea, mal di denti, dolore al sopracciglio e all’articolazione temporomandibolare
  • ORBICOLARE DELL’OCCHIO: cefalea, emicrania, nevralgia del trigemino, affaticamento degli occhi, vista cadente, palpebra cadente
  • TRAPEZIO: tensione cronica al collo, cefalea da stress, colpo di frusta
  • ROMBOIDI: dolore cronico mediale o periscapolare, alterato scivolamento o scricchiolio dell’articolazione scapolotoracica
  • ELEVATORE DELLA SCAPOLA: collo dolente e rigido con rotazione limitata della colonna cervicale
  • INFRASPINATO: tendinopatia della cuffia dei rotatori, capsulite adesiva, emiplegia
  • SOVRASPINATO: perdita della forza in abduzione, dolore notturno, borsite subacromiale, tendinopatia della cuffia dei rotatori
  • PICCOLO ROTONDO: dolore alla spalla in sede posteriore, capsulite adesiva, borsite subacromiale, tendinite del bicipite
  • GRANDE ROTONDO: capsulite adesiva, dolore nell’elevazione della mano sopra la testa e quanto si guida, sindrome da conflitto
  • GRANDE PETTORALE: riabilitazione dopo infarto del miocardio, aritmia cardiaca, dolore dorsale medioscapolare, dolore al seno, dolore alla spalla anteriormente
  • DENTATO ANTERIORE: dolore toracico che non risponde con il riposo, sensibilità e dolore al seno, tosse cronica, scapola alata, dispnea
  • RETTO DELL’ADDOME: colica, dismenorrea, nausea, vomito, senso di pienezza gastrica
  • BICIPITE BRACHIALE: dolore alla spalla in sede anteriore con ridotta estensione del braccio, capsulite adesiva
  • FLESSORI DEL POLSO: dolore alla mano, polso, dita, lesione da sforzi ripetitivi (parrucchieri)
  • ESTENSORI DEL POLSO: dolore alla mano, polso, gomito e avambraccio, rigidità delle dita, gomito del tennista
  • TRICIPITE BRACHIALE: gomito del tennista, artrosi gomito e spalla, stress meccanico
  • DELTOIDE: riabilitazione post trauma, dolore alle spalle con range di movimento ridotto
  • SACROSPINALE: lombalgia, ridotta mobilità della colonna
  • GRAN DORSALE: dolore “toracico” dorsale continuo non legato all’attività
  • QUADRATO DEI LOMBI:  scoliosi, lombalgia che persiste a riposo, patologia renale, dolore alle natiche e all’anca, dolore al grande trocantere del femore
  • MULTIFIDO E ROTATORI: lombalgia profonda, alterazioni di un segmento vertebrale
  • ISCHIOCRURALI: dolore posteriore alla coscia e alla gamba
  • PIRIFORME: dolore profondo avvertito costantemente alla natica,  sciatica, dolore al retto
  • SOLEO: dolore al polpaccio e al calcagno
  • GASTROCNEMIO: rigidità e dolore al polpaccio, crampi
  • TIBIALE POSTERIORE: tendinite d’achille, dolore al polpaccio, dolore al calcagno, fascite plantare
  • FLESSORE LUNGO DELLE DITA/ALLUCE: dolore al piede sotto carico, dolore all’alluce
  • QUADRICIPITE FEMORALE: dolore e debolezza alla coscia, instabilità del ginocchio, successivamente ad una frattura dell’anca., sindrome dolorosa dell’articolazione femoro-rotulea
  • TENSORE FASCIA LATA: dolore all’anca e al ginocchio lateralmente, riabilitazione dopo protesi all’anca e dopo frattura collo del femore
  • ADDUTTORI: dolore faccia mediale coscia, rigidità anca e gamba in abduzione, riabilitazione dopo protesi d’anca
  • SARTORIO: dolore all’anca e ginocchio in sede mediale
  • TIBIALE ANTERIORE: dolore alla caviglia, dolore all’alluce, sindrome compartimentale, debolezza alla caviglia
  • ESTENSORE LUNGO DELLE DITA E DELL’ALLUCE: dolore al dorso del piede, metatarsalgia, dolore persistente all’alluce, crampi notturni
  • MUSCOLI SUPERFICIALI E PROFONDI DEL PIEDE: dolore al piede a livello plantare e dorsale sia a riposo che durante il cammino
  • PERONIERI: pronazione del piede, lesione ripetuta in eversione, inversione, dolorabilità intorno al malleolo, debolezza della caviglia, riabilitazione dopo frattura

QUALI SONO GLI EFFETTI COLLATERALI?

Nella maggior parte dei casi non si verifica nessun fenomeno importante.  Nei soggetti con particolare fragilità cutanea possono a volte comparire piccoli lividi o teleangectasie di breve durata.

QUALI SONO LE CONTROINDICAZIONI?

Le controindicazioni all’esecuzione di tale procedura sono:

  • Allergia ai farmaci utilizzati
  • Controindicazioni generali all’utilizzo dei farmaci utilizzati (es. stato di gravidanza)
  • Infezioni cutanee nel sito da trattare

QUALI SONO I RISCHI?

L’unico rischio importante è la reazione allergica alle sostanze iniettate. Si ricorda che il paziente è tenuto per tale motivo a comunicare preventivamente al Medico del Centro la presenza di eventuali allergie.

VI SONO ALTERNATIVE AL TRATTAMENTO? QUALI SONO I POSSIBILI ESITI DEL NON-TRATTAMENTO?

Se decide di non sottoporsi a questa cura gli esiti possono essere la persistenza della sintomatologia dolorosa.

In ogni caso il  Team Medico del Centro Atea sarà a sua completa disposizione per individuare il tipo di trattamento a Lei più idoneo.

AVVERTENZE IMPORTANTI

  • Non è necessario sospendere l’abituale terapia farmacologica, che deve comunque essere preventivamente comunicata al Medico del Centro
  • Comunicare al Medico del Centro le eventuali allergie
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MAGNETOTERAPIA

CHE COS’E’ LA MAGNETOTERAPIA?

La magnetoterapia consiste  nell’applicazione  di  campi  magnetici variabili e radiofrequenze variabili. Questi  campi  magnetici  si  generano per mezzo di bobine controllate  da microprocessori, che ne proporzionano intensità, frequenza, forma d’onda e dose magnetica, a seconda del trattamento. La magnetoterapia si serve di campi magnetici per ottenere un riequilibrio dei potenziali elettrici di membrana cellulare e viene abitualmente utilizzata con lo scopo di indurre effetti facilitanti un’azione antalgica, antiedemigena e di attivazione delle proprietà riparative cellulari favorente, tra l’altro, la formazione del callo osseo in corso di fratture.

DA CHI VIENE PRATICATA?

All’interno del Centro Altea questa tecnica viene praticata da Medici Specialisti in Anestesia e Rianimazione e/o Medici Specialisti in Fisiatria.

COME VIENE ESEGUITA?

Il Paziente si posiziona sul lettino in posizione comoda. Vengono applicate le apposite ” piastre” (cuscinetti in materiale morbido) nella zona da trattare. Le piastre vengono fissate con una benda elastica per evitarne la dislocazione. Il trattamento è del tutto indolore e le piastre possono essere applicate anche sui vestiti. La durata del trattamento è di circa 20-30 minuti. Sedute più prolungate (anche di alcune ore) possono essere indicate in casi particolari come il ritardo di consolidamento di una frattura.

QUALI SONO GLI EFFETTI DELLA MAGNETOTERAPIA?

I vantaggi della magnetoterapia sono rappresentati da un aumento del numero e della funzione dei fibroblasti (riparazione dei tessuti connettivi), dei granulociti neutrofili (cellule del sistema immunitario di difesa) e dei fattori chimici cellulari che determinano la regressione del processo infiammatorio. Quindi la megnetoterapia:

  • Aiuta a contrastare l’osteoporosi
  • Allevia il dolore agendo come un potente analgesico
  • Accelera i processi di cura
  • Stimola lo scambio cellulare
  • Riequilibria l’organismo
  • Migliora l’ossigenazione ed il nutrimento dei tessuti
  • Migliora la circolazione
  • Riduce le infiammazioni
  • Stimola il riassorbimento degli edemi
  • Migliora il flusso capillare
  • Rigenera le cellule prive di energia
  • Rallenta il processo di diminuzione della densita’ ossea e aumenta l’apporto di calcio nelle ossa

QUALI SONO LE INDICAZIONI ALLA MAGNETOTERAPIA?

Le indicazioni alla magnetoterapia possono essere cosi riassunte:

  • Patologie osteo-articolari: fratture e ritardi di consolidazione, osteonecrosi avascolare della testa del femore, osteoporosi senile e post-menopausale, osteocondrosi, atrofia ossea post-traumatica di Sudeck, artropatie degenerative (artrosi di ginocchio, anca, mano, piede, rachide), artropatie infiammatorie (spondilite, artrite, fibromialgia), patologie dei tessuti molli e periarticolari (tendini, legamenti, borsiti), affezioni articolari e miotendinee acute e croniche (lombalgie, dorsalgie, cervicalgie, spalla dolorosa), distorsioni
  • Patologie neuro-muscolari: stiramenti e distrazioni articolari, affaticamento da overuse muscolare, neuropatie, lesioni dei nervi periferici, sindrome del tunnel carpale-tarsale
  • Patologie vascolari: ulcere vascolari trofiche, vasculopatia diabetica, varici, ematomi, edemi post-traumatici
  • Riparazione dei tessuti: ulcere da decubito, ferite cutanee, psoriasi

QUANDO SI MANIFESTANO I BENEFICI DELLA MAGNETOTERAPIA?

La magnetoterapia è un trattamento non invasivo, comodo da effettuare, silenzioso e viene solitamente applicato a soggetti vestiti. A seconda della patologia e della risposta soggettiva del paziente i benefici possono essere immediati, manifestarsi dopo alcune sedute e in certi casi anche dopo 2 settimane dal termine del ciclo di trattamenti. La risposta biologica innescata dalla magnetoterapia può infatti richiedere tempi più lunghi per evidenziare i benefici terapeutici.

QUALI SONO GLI EFFETTI COLLATERALI?

Nella maggior parte dei casi non si verifica nessun fenomeno importante. Gli effetti collaterali (seppur rari) sono rappresentati da episodi di sofferenza neurovegetativa (nausea, vertigini, sbalzi pressori), un aggravamento della sintomatologia dolorosa, una scarsa tollerabilità individuale alla terapia.

QUALI SONO LE CONTROINDICAZIONI?

Le controindicazioni all’uso della magnetoterapia sono:

  • portatori di pace-maker,  protesi metalliche valvolari o vascolari, protesi dotate di circuiti elettrici (per effetto dell’interazione con il campo magnetico)
  • donne in stato di gravidanza
  • neoplasie in corso

QUALI SONO I RISCHI?

Se vengono rispettate le controindicazioni assolute (es. pazienti portatori di pacemaker) la magnetoterapia può essere considerata una terapia priva di rischi.

VI SONO ALTERNATIVE AL TRATTAMENTO? QUALI SONO I POSSIBILI ESITI DEL NON-TRATTAMENTO?

Se decide di non sottoporsi a questa cura gli esiti possono essere la persistenza della sintomatologia dolorosa e/o l’aggravamento del quadro clinico a evoluzione cronica.

In ogni caso il  Team Medico del Centro Atea sarà a sua completa disposizione per individuare il tipo di trattamento a Lei più idoneo.

AVVERTENZE IMPORTANTI

Informare il Team del Centro sull’esistenza di controindicazioni assolute al trattamento

cura
ALTRE TERAPIE

Nell’ottica di fornire un aiuto globale al Paziente, il Centro Altea offre la possibilità di eseguire:

ARTROCENTESI

CHE COS’E’ L’ ARTROCENTESI?

L’artrocentesi è la manovra di aspirazione del liquido sinoviale  nel caso di gonfiore delle articolazioni e delle borse periarticolari o di distensione delle guaine che rivestono i tendini.

DA CHI VIENE PRATICATA?

All’interno del Centro viene praticata solo da Medici Specialisti in Anestesia e Rianimazione o Specialisti in Fisiatria.

COME VIENE ESEGUITA?

Il paziente si posiziona sul lettino in posizione comoda. Si procede con l’accurata disinfezione della cute (preparazione di “campo sterile”). Con una siringa sterile viene prelevato il liquido sinoviale in eccesso dall’articolazione dolente. Il liquido viene conservato in apposito contenitore ed inviato al laboratorio per l’analisi.

QUANTO DURA LA PROCEDURA?

La procedura dura all’incirca 10-15 minuti, a seconda della zona da trattare e del posizionamento necessario.

QUALI SONO LE INDICAZIONI?

L’artrocentesi è indicata per  ridurre il gonfiore dell’articolazione, alleviarne la sintomatologia dolorosa e stabilire una diagnosi mediante l’analisi del liquido sinoviale.

QUALI SONO LE CONTROINDICAZIONI?

La manovra è sconsigliata in caso di infezioni localizzate o generalizzate (setticemia), in presenza di lesioni cutanee della zona da pungere, ferite in atto o recenti, erisipela, psoriasi.

In caso di terapia con anticoagulanti orali dicumarolici (Coumadin, Sintrom) si può procedere ad artrocentesi con INR < 3.5. Per quanto concerne i nuovi anticoagulanti orali (Dabigatran, Apixaban, Rivaroxaban..) non vi è ancora sufficiente esperienza riguardo l’esecuzione dell’artrocentesi. Comunque questi farmaci hanno un’emivita molto più breve (24 ore circa) rispetto ai dicumarolici (> 48 ore), pertanto sarebbe possibile eseguire la manovra subito prima della somministrazione della terapia con i nuovi anticoagulanti orali.

In caso di terapia antiaggregante (acido acetilsalicilico, ticlopidina, clopidogrel) la manovra può essere eseguita con tranquillità secondo le indicazioni e la buona pratica clinica, al termine della quale applicare ghiaccio localmente.

QUALI SONO I RISCHI?

Il rischio principale è quello infettivo. L’uso di materiale sterile e monouso (guanti, aghi, siringhe etc) oltre ai disinfettanti ha abbattuto il rischio ad una percentuale <1%.

VI SONO ALTERNATIVE AL TRATTAMENTO?  QUALI SONO I POSSIBILI ESITI DEL NON-TRATTAMENTO?

La funzione diagnostica dell’artrocentesi non è sostituibile da altro trattamento.

Eventuali alternative antalgiche verranno illustrate secondo la patologia, caso per caso, dall’operatore del Centro Altea.

AVVERTENZE IMPORTANTI

• Fornire informazioni precise riguardo la propria terapia domiciliare

• Se in terapia con anticoagulanti orali dicumarolici, fornire copia degli esami di coagulazione recenti

• E’ sconsigliato mettersi alla guida dopo la procedura

• Dopo la procedura si consiglia l’applicazione locale di ghiaccio

PICCOLE BIOPSIE CUTANEE

CHE COS’E’ UNA BIOPSIA CUTANEA?

La biopsia cutanea consiste nell’asportazione di una lesione cutanea e/o sottocutanea sospetta ed ha un duplice scopo:

• diagnostico:  l’esame istologico eseguito sul materiale prelevato consente di definire la natura della lesione in un’elevata percentuale di casi

• terapeutico: consente di rimuovere interamente la lesione

DA CHI VIENE PRATICATA?

La biopsia cutanea può essere praticata solo da un Medico Chirurgo.

COME VIENE ESEGUITA?

Si effettua l’anestesia locale mediante infiltrazione, quindi si pratica con il bisturi un’incisione di forma, dimensioni e profondità adeguate al tipo di lesione e si asporta la lesione in toto; a seconda del sospetto clinico i margini di cute sana che circondano la lesione e la profondità dell’incisione saranno più o meno ampi. Si coagulano quindi i piccoli vasi ed infine si procede alla sutura della ferita chirurgica. Il campione bioptico viene inviato in laboratorio per l’esame istologico, il cui referto è solitamente disponibile dopo 15 giorni.

QUANTO DURA LA PROCEDURA?

La procedura ha una durata di circa 20 minuti.

QUALI SONO LE INDICAZIONI?

Lesioni cutanee, pigmentarie e non.

QUALI SONO LE CONTROINDICAZIONI?

La biopsia cutanea va eseguita con attenzione nei pazienti affetti da gravi patologie cardiocircolatorie, epatiche, renali o endocrine, coagulopatie, epilessia, portatori di pace-maker o in trattamento con anticoagulanti o antiaggreganti.

QUALI SONO I RISCHI?

Rischi generici e specifici sono:

• l’eventualità di una reazione allergica agli anestetici locali è estremamente rara

• nei soggetti predisposti o particolarmente labili, si possono verificare episodi di lipotimia, sia prima che durante che dopo l’intervento

• il rischio di infezioni post-operatorie è sostanzialmente basso, ma aumenta considerevolmente nei pazienti diabetici o immunodepressi, in alcune sedi anatomiche e negli interventi su cute già lesionata o infetta

• tutti gli interventi dermo-chirurgici comportano esiti cicatriziali che non possono essere definiti pre-operatoriamente, quantomeno per l’aspetto estetico finale

VI SONO ALTERNATIVE AL TRATTAMENTO?  QUALI SONO I POSSIBILI ESITI DEL NON-TRATTAMENTO?

Il valore diagnostico della biopsia non è sostituibile da altro tipo di trattamento. Eventuali alternative verranno illustrate secondo la patologia, caso per caso, dall’operatore Centro Altea.

AVVERTENZE IMPORTANTI

• la sutura chirurgica andrà medicata secondo le necessità e i tempi illustrati dall’operatore

• i punti di sutura andranno rimossi alla data e nella sede concordate

• lo stile di vita e l’attività fisica andranno adeguati al tipo e all’entità dell’intervento eseguito; in particolare tutti gli interventi in sede di trazione cutaneo-muscolare (collo, tronco, arti) comportano l’astensione da attività fisiche impegnative quali sport, lavori pesanti, ecc.

• la ferita chirurgica, comunque, non deve essere traumatizzata, né bagnata, se non con le modalità prescritte, caso per caso, dall’operatore

• Follow-up: in relazione alla risposta dell’esame istologico, i controlli potranno variare da caso a caso

RIMOZIONE PUNTI DI SUTURA

Nel caso di Pazienti post-operati, i Medici del Centro Altea si rendono disponibili alla rimozione dei punti di sutura, siano questi metallici o in filamento.

La tempistica della rimozione varia a seconda di:

• tipologia intervento chirurgico

• sede intervento

• grado di cicatrizzazione

• presenza di infezione post-operatoria

I Medici del Team Altea valuteranno il processo di cicatrizzazione della ferita, si occuperanno della rimozione dei punti di sutura e forniranno al Paziente tutte le indicazioni per la corretta medicazione domiciliare fino a completa guarigione.

In caso di sovrainfezione della ferita prescriveranno opportuna terapia antibiotica.

MEDICAZIONI

I Medici del Team Altea si rendono disponibili ad effettuare medicazioni in caso di:

• ferite chirurgiche post-operatorie

• ulcere vascolari trofiche

• ulcere vascolari diabetiche (non chirurgiche)

Verranno fornite indicazioni per la corretta medicazione domiciliare e verrà effettuato un programma di sorveglianza della ferita fino a completa guarigione.

Nel caso di sovrainfezione verrà prescritta idonea terapia antibiotica.