Il ruolo dello Psicologo nel trattamento del dolore: La terapia con EMDR

Secondo la letteratura scientifica, il dolore con caratteristiche di cronicità affligge dal 70 all’80% degli adulti in un qualche momento della loro vita (Deyo, Cherkin, Conrad, & Volinn, 1991). Inoltre è stato dimostrato che in quei momenti nella vita delle persone impattano spesso problemi di ordine psicologico e psicosociale come disturbi d’ansia, depressione, mancanza di lavoro, problemi coniugali (Adams, 1997; Hitchcock, 1994; Liebeskind, 1991).
Nel 1965, la teoria di Melzack chiamata “del cancello del dolore” (in inglese Gate Control Theory) è stata la prima a riconoscere che il cervello e i processi psicologici sono coinvolti nell’esperienza soggettiva del dolore.
Oggi si sa pertanto che i dolori cronici sono causati da una combinazione di fattori fisici e psicologici e che il miglior modo di curarli è un approccio multidisciplinare che coinvolta il lavoro dello psicologo (Fordyce, 1976; Gatchel & Turk, 1996; Turk & Meichenbaum, 1989).
Nel 2000, gli scienziati H.P. Rome e J.D. Rome hanno formulato una teoria chiamata “Limbically
Augmented Pain Syndrome”che assegna un ruolo centrale alle emozioni. Questa teoria riconosce il ruolo dell’emozione nel dolore non più come una semplice conseguenza di pensieri negativi, ma sottolinea gli effetti del dolore sul sistema nervoso centrale e il ruolo della memoria e dell’apprendimento. Ray e Zbik (2001) hanno suggerito che ricordi dolorosi possono aumentare l’esperienza del dolore in modo non consapevole. Inoltre è stato dimostrato che una storia personale caratterizzata da esperienze vissute come traumatiche è altamente correlata con il dolore cronico (Linton, 1997; Wurtele, Kaplan, & Keairnes, 1990).
Per questo molti studi (Barber, 1997; LeDoux, 1996; Melzack, 1990; van der Kolk, 2000; Ray & Zbik, 2001) hanno dimostrato che i trattamenti psicologici che lavorano in modo focalizzato sulla regolazione delle emozioni si rivelano efficaci nel trattamento del dolore cronico.
Un trattamento psicologico molto efficace in questi casi è l'”Eye Movement Desensitization and Reprocessing” (EMDR).
L’EMDR è stato inizialmente introdotto nella letteratura scientifica come trattamento per il trauma (Shapiro, 1989, 1995) ed è stato riconosciuto come efficace nel trattamento del Disturbo Post-Traumatico da Stress (Chambless et al., 1998; Chemtob, Tolin, van der Kolk , & Pit-man, 2000). EMDR si presenta come un possibile trattamento per il dolore cronico per una serie di ragioni:
1) l’EMDR è risultato essere efficace con il trauma, riconosciuto come uno dei principali fattori di rischio per il dolore cronico (Sanders, 2000);
2) lo stesso dolore cronico rappresenta una sorta di trauma “di piccole dimensioni”, a causa dei principali eventi di cambiamento della vita che sono tipicamente associati ad esso, come l’impossibilità di lavorare, lo stress coniugale / familiare, ecc.;
3) il lavoro sui circuiti cerebrali che viene fatto durante una seduta di EMDR sembra essere coerente con quello che ora riteniamo essere il meccanismo neurofisiologico del dolore, in particolare in termini di coinvolgimento dell’amigdala, dell’ippocampo e della corteccia prefrontale; 4) l’EMDR produce una significativa riduzione dei sentimenti e delle sensazioni inquietanti favorendo il benesssere psicologico (McCann, 1992; Shapiro, 1989; Wilson, Silver, Covi, & Foster, 1996).

novembre 20, 2017
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