About Silvia Coppo

Altea diventa Punto Prelievi

Altea, con la collaborazione del Centro di medicina da lunedì 15 gennaio diventa Punto Prelievi.

I prelievi sono eseguiti da personale sanitario nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e della privacy del paziente.
Per il prelievo, è possibile recarsi direttamente al centro Altea oppure prenotare telefonicamente un appuntamento nel giorno e orario preferiti.
Il ritiro dei referti può essere fatto on-line o di persona, anche delegando un terzo.

L’apertura di questo nuovo servizio presso il nostro centro è reso possibile dalla collaborazione con il Centro di Medicina, struttura con oltre venti anni di esperienza nel settore che eroga ogni anno più di 400.000 prestazioni.
Il Laboratorio opera con un Sistema di Gestione per la Qualità certificato da IMQ conforme alla norma UNI EN ISO 9001:2008.

Costantemente impegnato nel mantenimento del più alto livello di Qualità di erogazione dei propri Servizi effettua quotidianamente rigorosi controlli interni ed è sottoposto al programma di Valutazione Esterna di Qualità (VEQ). Il Laboratorio esegue analisi di Chimica-Clinica, Farmacologia, Coagulazione, Microbiologia, Ematologia, Tossicologia, Immunoenzimatica.

Come accedere al servizio
Non è necessaria la prenotazione, qualora l’utente preferisca un appuntamento può telefonare. Il prelievo viene erogato presentando la prescrizione del medico (“ricetta bianca”, “ricetta rossa”) o senza prescrizione medica.

Privacy
Tutti i dati sono trattati ai sensi del D.L.vo 196/03.

Per ulteriore informazioni non esitare a contattarci, siamo a tua completa disposizione.
Inoltre puoi scaricare la nostra carta dei servizi del Punto prelievi.

gennaio 10, 2018 0 Comment

Terapia Antalgica: come, cosa e perchè

Per molti la Terapia Antalgica è un qualcosa di sconosciuto… o si riduce alla semplice prescrizione di medicinali.
In realtà la Terapia Antalgica è una disciplina molto vasta, volta ad indagare la tipologia e la natura del dolore, al fine di individuare il modo migliore per trattarlo.

Molte sono le possibilità terapeutiche (laser terapia, magneto terapia, agopuntura, mesoterapia, neuralterapia, infiltrazioni di vario genere, blocchi nervosi periferici e centrali ecc. ) e il programma di cura va adattato al singolo paziente come un abito sartoriale.
Il dolore va trattato, per migliorare la qualità di vita di oggi e di domani. Perchè se è vero che il sintomo dolore è un campanello d’allarme, è anche vero che, una volta riconosciuta la causa del problema, il fastidioso segnale d’allarme va spento.
Il dolore non va sopportato, ma va ascoltato e trattato.

Terapia del dolore affianca il lavoro di altri medici

La terapia del dolore ha l’obiettivo di garantire la migliore qualità di vita possibile al paziente, a fronte di condizioni cliniche, strumenti ed obiettivi terapeutici differenti per ciascun paziente. «È compito del medico definire una sorta di ricetta sartoriale che promuova uno stile di vita corretto finalizzato a prevenire la comparsa del dolore e, quando questo non è possibile, a ridurre l’uso di farmaci e la comparsa di effetti collaterali ad essi associati. La terapia antalgica inquadra e gestisce ogni tipo di dolore, a seconda della causa, cerca una soluzione e si serve di un approccio multidisciplinare e polispecialistico per ottenere il miglior risultato possibile per il paziente», aggiunge il dottor Intelligente.

Consideriamo ad esempio una malattia reumatica. In che modo interviene la terapia del dolore? «Per l’individuazione delle cause e la terapia specifica della patologia il paziente sarà seguito da un reumatologo; mentre l’approccio dell’anestesista specializzato in terapia antalgica sarà riservato alla gestione del dolore allo scopo di assicurare la riabilitazione, il recupero funzionale e la qualità di vita», conclude l’esperto.

novembre 27, 2017 0 Comment

Il ruolo dello Psicologo nel trattamento del dolore: La terapia con EMDR

Secondo la letteratura scientifica, il dolore con caratteristiche di cronicità affligge dal 70 all’80% degli adulti in un qualche momento della loro vita (Deyo, Cherkin, Conrad, & Volinn, 1991). Inoltre è stato dimostrato che in quei momenti nella vita delle persone impattano spesso problemi di ordine psicologico e psicosociale come disturbi d’ansia, depressione, mancanza di lavoro, problemi coniugali (Adams, 1997; Hitchcock, 1994; Liebeskind, 1991).
Nel 1965, la teoria di Melzack chiamata “del cancello del dolore” (in inglese Gate Control Theory) è stata la prima a riconoscere che il cervello e i processi psicologici sono coinvolti nell’esperienza soggettiva del dolore.
Oggi si sa pertanto che i dolori cronici sono causati da una combinazione di fattori fisici e psicologici e che il miglior modo di curarli è un approccio multidisciplinare che coinvolta il lavoro dello psicologo (Fordyce, 1976; Gatchel & Turk, 1996; Turk & Meichenbaum, 1989).
Nel 2000, gli scienziati H.P. Rome e J.D. Rome hanno formulato una teoria chiamata “Limbically
Augmented Pain Syndrome”che assegna un ruolo centrale alle emozioni. Questa teoria riconosce il ruolo dell’emozione nel dolore non più come una semplice conseguenza di pensieri negativi, ma sottolinea gli effetti del dolore sul sistema nervoso centrale e il ruolo della memoria e dell’apprendimento. Ray e Zbik (2001) hanno suggerito che ricordi dolorosi possono aumentare l’esperienza del dolore in modo non consapevole. Inoltre è stato dimostrato che una storia personale caratterizzata da esperienze vissute come traumatiche è altamente correlata con il dolore cronico (Linton, 1997; Wurtele, Kaplan, & Keairnes, 1990).
Per questo molti studi (Barber, 1997; LeDoux, 1996; Melzack, 1990; van der Kolk, 2000; Ray & Zbik, 2001) hanno dimostrato che i trattamenti psicologici che lavorano in modo focalizzato sulla regolazione delle emozioni si rivelano efficaci nel trattamento del dolore cronico.
Un trattamento psicologico molto efficace in questi casi è l'”Eye Movement Desensitization and Reprocessing” (EMDR).
L’EMDR è stato inizialmente introdotto nella letteratura scientifica come trattamento per il trauma (Shapiro, 1989, 1995) ed è stato riconosciuto come efficace nel trattamento del Disturbo Post-Traumatico da Stress (Chambless et al., 1998; Chemtob, Tolin, van der Kolk , & Pit-man, 2000). EMDR si presenta come un possibile trattamento per il dolore cronico per una serie di ragioni:
1) l’EMDR è risultato essere efficace con il trauma, riconosciuto come uno dei principali fattori di rischio per il dolore cronico (Sanders, 2000);
2) lo stesso dolore cronico rappresenta una sorta di trauma “di piccole dimensioni”, a causa dei principali eventi di cambiamento della vita che sono tipicamente associati ad esso, come l’impossibilità di lavorare, lo stress coniugale / familiare, ecc.;
3) il lavoro sui circuiti cerebrali che viene fatto durante una seduta di EMDR sembra essere coerente con quello che ora riteniamo essere il meccanismo neurofisiologico del dolore, in particolare in termini di coinvolgimento dell’amigdala, dell’ippocampo e della corteccia prefrontale; 4) l’EMDR produce una significativa riduzione dei sentimenti e delle sensazioni inquietanti favorendo il benesssere psicologico (McCann, 1992; Shapiro, 1989; Wilson, Silver, Covi, & Foster, 1996).

novembre 20, 2017 0 Comment